vale sempre la pena di fare una domanda ma non sempre vale la pena di dare una risposta
Comunicazione politica del PSOE per le europee (nel centro di Barcellona)
<<Credo molto nel lavoro intuitivo, dopo una lunga riflessione>>
«L’errore che si compie facendo del teatro fotografato è quello di non prendere in considerazione l’automatismo che esiste nella vita; i nove decimi delle azioni che si compiono sono automatiche, e questo prova che il cinema che si fa attualmente è falso, perché riproduce atteggiamenti prefabbricati, mentre quelli reali della vita sono automatici». «Non è vero, come si dice, che secondo me gli attori non devono fare niente. Devono solo essere spontanei. L’esperienza mi ha insegnato che più sono automatico, più sono commovente. L’arte drammatica è qualcosa da evitare…Usare i mezzi del teatro per fare film è come piallare con una sega».
«Nel cinematografo è difficile non mostrare le cose. Bisogna mostrarle senza farle vedere. Mostro solo una parte delle cose per fare indovinare il resto».
«Quando un elettricista vuole collegare due fili, li scopre, altrimenti la corrente non passa. E’ nei punti di giuntura che si trova la poesia». «E’ il film che dà vita ai personaggi, non il contrario». «Così come fa il poeta che prende le parole dal dizionario per poi metterle in un certo ordine. Allora soltanto il cinema diventa un’arte creativa».
(Robert Bresson)

<<La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo>>. (in "Le petit soldat", Jean-Luc Godard, 1963)
foto da Pierrot le Fou
La citta di Rossellini*

<<La scuola ha trascurato di trasmettere a chi maturava una immagine unitaria del mondo. Così il poveruomo ha visto dileguare la sua capacità di orientamento, ha cercato rifugio nel suo innato sentimento di devozione che le élites sono state pronte a sfruttare, ha perso le sue capacità critiche, è diventato un conformista, un uomomassa in una società di massa. L'uomo rinunciando alla sua unicità, in virtù dell'imitazione, ha fatto dell'imitazione una virtù>>
(Roberto Rossellini)
*Antonio Leto, La città di Rossellini, Plectica Salerno, 2004, pp. 232.
buona notte

e buona fortuna

Meno male che Mirko c'è!
versione originale di "Meno male che Silvio c'è!"
Pasolini e l'élite
GIORNALISTA: <<Lorenzo Scheggi. Giornalista sindacale. Eh, Lei ha detto all'inizio che non c'è speranza di riuscira a dialogare con la massa, e quindi si rivolge all'élite.
Non crede che questo giudizio, anche alla luce dei recenti avvenimenti sociali, sindacali e politici degli ultimi anni in Italia debba essere rivisto, nel senso che all'interno di una massa
indiscriminata, stia emergendo in maniera credo molto precisa, chiara, chiamiamolo il movimento operaio, la classe operaia, in senso molto più preciso, la quale meriterebbe forse anche
il contributo delle sue opere per migliorare la propria condizione culturale e politica...
PASOLINI: <<Guardi, rispondo alla sua domanda.......(????): lei ha frainteso quando io ho parlato di élite. In realtà ho detto ben chiaramente che è un'operazione apparentemente aristocratica
mentre in realtà è un atto di democrazia. Perché io è proprio a questa élite che mi voglio rivolgere, mica all'élite classica. Sarei un pazzo se dicessi una cosa di questo genere.>>
GIORNALISTA: <<Si ma lei non può rimanere...>>
PASOLINI: <<Guardi si tratta di un equivoco: siccome la parola élite è una parola usata, impiegata da certi decenni in un certo senso e non ce n'è un'altra per sostituirla. L'equivoco è nato proprio dalla...l'equivoco
verbale è nato proprio dalla parola élite. Io non intendo, quando faccio riferimento all'élite, fare riferimento all'élite classica, cioè l'élite dei privilegiati, dei detentori del potere e della cultura.
Niente affatto. Io per elite...la cerco la dove la trovo. Posso benissimo trovarla in queste minoranze operaie avanzate...>>
GIORNALISTA: <<Il suo interlocutore è il metalmeccanico di Torino, facendo Medea?>>
PASOLINI: <<Certo, certo, io quando parlo di élite intendo un nuovo tipo di élite evidentemente: l'élite che è quel decentramento di cui parlavo rispondendo.. (????) e che è quindi un fatto estremamente
democratico, eche va a cercare... che si decentra quindi dappertutto, a qualsiasi livello.>>
GIORNALISTA: <<Noi non siamo élite allora, risulta?>>
PASOLINI: <<Voi siete l'élite classica. Perché non vedo nessun operaio e nessun analfabeta, per esempio... Lei compreso!>>
Poesia
<<in questro libro è contenuta una delle più straordinarie definizioni di quello che deve essere la poesia: cioè un odio, un senso di vendetta verso gli altri, che una volta approfondito e liberato diventa amore>>
(Pier Paolo Pasolini)
La maxi-bufala Telekom Serbia - Intervista a Sandro Orlando di Pietro Ricca (da Arcoiris)
Com'è andata a finire la storia del presunto scandalo Telekom Serbia?
Nel suo ultimo libro "La repubblca del ricatto" - Chiarelettere editore, Sandro Orlando ricapitola le menzogne e le calunnie propalate dalla stampa berlusconiana e acquisite agli atti da un'apposita commissione parlamentare, per "tenere il guinzaglio lungo al collo dell'opposizione" durante il seondo governo Berlusconi.
Al centro dei giochi un personaggio da farsa: Igor Marini.
Ecco l'intervista di Piero Ricca a Sandro Orlando.
Visita il sito: www.pieroricca.org
Conversioni VIP
Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6 Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. 7 (Matteo 6-5-7)
***********
Jonny Guitar (Nicholas Ray, 1954)


Versione spagnola:
<<A cuantos hombres has olvidado?>>
<<A tantos como tu mujeres, me imagino.>>
<<No te vayas!>>
<<No me he movido de aquì.>>
<<Dime algo agradable.>>
<<Seguro. Que te gustaria escuchar?>>
<<Aunque sean mentiras...Que todos estos anos me esperaste. Dimelo.>>
<<Todos estos anos te esperé>>
<<Dime que habrias muertmsi no hubiera vuelto...>>
<<Habria muerto si tu no hubieras vuelto.>>
<<Dime que aùn me amas como yo te amo...>>
<<Yo aùn te amo como tu me amas>>

Versione inglese:
<<How many man have you forgotten?>>
<<As many women as you've...remembered>>
<<Don't go away!>>
<<I haven't moved.>>
<<Tell me something nice.>>
<<Sure. What do you want to hear?>>
<<Lie to me. Tell me all these years, you've waited. Tell me.>>
<<All these years, I've waited.>>
<<Tell me you have died if I Hadn't come back.>>
<<I'would have died if you hadn't come back.>>
<<Tell me you still love me like I love you.>>
<<I still love you like you love me.>>
<<Thanks. Thanks a lot>>
<<Non esiste una via per la pace, la Pace è la Via.>>
(Dalai Lama)
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O termo Bonsai significa "árvore plantada em vaso". É um termo japonês que se aplica ao conjunto: planta+vaso, e não somente à arvore ( por isso é inadequado dizer -Vou podar o meu bonsai!).O chinês usa várias sinonímias para o termo, tais como: p'oon tsui, p'an tsai, p'en tsai, pun-sai, pen-sai, penzai, pencai.
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